Cari colleghi,
su questa Homepage abbiamo lasciato, e c’è ancora, l’immagine della nostra partecipazione a Roma alla manifestazione
che ha visto 40.000 Poliziotti chiedere a gran voce il rispetto della professione,
il riconoscimento dei diritti acquisiti e un adeguato stanziamento economico per
la copertura del contratto di lavoro (2008-2009).
Dobbiamo prendere seriamente
in considerazione di tornare in piazza, a Roma o altrove, anche in più occasioni,
per far vedere che non ci stiamo a far si che i tagli ci penalizzino, non solo in
tema di stipendio, ma anche in tema di rispetto di nuovi diritti acquisiti (vedi
la Specificità) che sembra essere ormai stravolta.
Il quasi certo blocco dello
stipendio al 2010 per i prossimi quattro anni, è una misura infima e, a mio modesto
parere, dal basso impatto economico. Ma in tema di crisi, di vera ed autentica crisi,
va bene. Vi sono tante altre realtà ben peggiori delle nostre e francamente a loro
va un pensiero molto profondo e sentito e tutto il nostro e mio incoraggiamento.
Credo fermamente che invece
avrebbe ben altro impatto economico limare (….e di molto) lo stipendio (se così
possiamo chiamarlo) di tutti i nostri politici. Qualche migliaio di euro in meno
darebbe ossigeno alla spesa pubblica, qualche migliaio di euro in meno darebbe ossigeno
alla dilagante sfiducia del popolo italiano al sistema politico, qualche migliaio
di euro in meno alle pensioni degli ex parlamentari, senatori, etc. etc., darebbe
ossigeno al sistema pensionistico. Faccio per citarne alcuni esempi concreti che
quasi quotidianamente leggiamo sulle testate giornalistiche nazionali
Se davvero,
come dice Tremonti,
o manovra o siamo al collasso economico dell’azienda ITALIA, i tagli devono (e non
dovrebbero) essere assolutamente equi, proporzionati all’entrata che ognuno di noi
ha. Non dico niente di nuovo, ma è talmente semplice e nel contempo disarmante,
vedere che i tagli colpiscono sempre i soliti.
Noi Sindacalisti, tutti quelli
del Cartello e non solo, facciamo controproposte decise, ferme e in controtendenza.
Credo che dobbiamo smettere di fare sempre e solo i buoni. Capire, comprendere,
accettare, stigmatizzare etc. etc. Io credo fermamente che dobbiamo finirla. Nessuna
rivoluzione, nessun cataclisma, ma se la parola d’ordine attuale è “TAGLIARE”, bene,
si tagli, ma dappertutto e senza ECCEZIONE ALCUNA. SENZA NESSUNA ECCEZIONE…………..
E la nostra azione deve andare
in questa direzione….
Il messaggio che
questa Segreteria Provinciale vuol dare e darà alla nostra Segreteria Nazionale
è questo.
Emanuele
VICIANI, Segretario
Provinciale S.A.P. Siena